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Il
teatro delle origini, quello del profondo essere, dei valori ancestrali della
persona umana, era basato sul gesto, sul ritmo degli eventi naturali, sulle
pulsazioni vitali dell’essere umano.
Prima che le parole giungessero a significare era il codice della
natura a far comunicare gli umani tra di loro e con il mondo, quasi a cercare,
a trovare il senso più profondo della vita.
Il respiro, il tatto, il battito del cuore, il corpo e i suoi
speciali movimenti insieme ai rumori, ai suoni, ai profumi, ai colori e ai
segni dell’ambiente sono i protagonisti delle esperienze comunicative ed espressive
immutabili nella forza e nel valore.
Inizia un percorso di ricerca sulla persona umana , su i suoi
risuonatori interni, su i suoi gesti, espressioni, posture, su i segni
prodotti nell’aria che poi si materializzano in colori, figure, immagini. Nasce
piano piano una partitura musicale silenziosa, ma decisa, forte dell’energia
del corpo, del colore, dell’ascolto interiore, profondo. Si costruisce un
racconto, un racconto narrato dal silenzio, dalla poesia del misterioso,
dalla capacità quasi magica del rito e dell’arte. La pittura, la danza, i
gesti codificati di frammenti poetici si uniscono in un universale,
silenzioso CANTO dell’ANIMA.
Lo spettacolo
A partire da un lavoro di drammaturgia sul testo “Favola d’amore” di
H. Hesse, un attore-pittore e una attrice-danzatrice, realizzano un evento
spettacolare, una performance teatrale.
La struttura è composta da elementi pittorici realizzati dal vivo dal
pittore, parti danzate ed azioni gestuali della danzatrice.
La bellissima storia di Hesse diviene un pretesto per evocare in un
etereo silenzio, quelli che sono i suoni, rumori, elementi vitali che
stimolano l’azione, la vita di ognuno di noi, fino ad arrivare all’incontro,
alla comunicazione e alla comunione, proprio come avviene nella favola fantastica
dello scrittore.
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